“Il Grande Faggio di Smerillo meriterebbe in pieno una dichiarazione di pianta monumentale, per l’imponenza dell’insieme, per l’armonia della figura, per il valore che esso ha nell’ecosistema del bosco. …
Se il Grande Faggio è ancora al suo posto, lo si deve, anche e soprattutto, all’azione di Neldo Bruni, maestro elementare oggi ultraottantenne. Egli conduceva le sue scolaresche a svolgere lezioni di educazione ambientale nei boschi quando il WWF muoveva i suoi primi passi e nessuno lo conosceva ancora. In anni passati, per ben due volte la porzione di bosco che comprende il Grande Faggio era stata venduta a privati per ricavarci legname. Nessuna legge avrebbe tutelato il faggio e un suo fratello di poco più piccolo posto più a valle. La forte insistenza di Neldo presso le autorità, era motivata dal fatto che il Grande Faggio e il bosco circostante avevano una forte valenza didattica per le sue lezioni; in entrambi i casi egli riuscì a far risparmiare i due alberi.”